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Turismo a Lavena Ponte Tresa

Guida Turistica per visitare Lavena Ponte Tresa

Tra gli edifici più importanti ricordiamo l'edificio doganale risalente al 1910, ristrutturato agli inizi degli anni '90 del '900, Villa Stoppani, costruita da dall'ingegnere de Stoppani per Leone de Stoppani, e la Chiesa parrocchiale di San Bernardino da Siena che appartenne alla parrocchia italiana di Lavena Ponte Tresa fino al 1821.

Essa aveva un tempo tre navate; agli inizi del XVII secolo venne prolungata verso oriente. Risulta arricchita di quattro cappelle laterali, quella del lato Sud è dedicata a Sant'Antonio da Padova e fu affrescata su richiesta della famiglia Crivelli, mentre quella a destra è dedicata alla Madonna.

Sopra l'altare maggiore si erge una pala del XVII secolo che raffigura la Crocifissione, attribuita a Giovanni Battista Discepoli; il pittore Carlo Cocchi ha invece eseguito la pala raffigurante la Madonna al Calvario tra i Santi Giovanni Evangelista e Maria Maddalena. Lo stesso autore ha realizzato le tele della Via Crucis del 1817.

La facciata è preceduta da un piccolo portico; a destra della controfacciata si può ammirare l'affresco della Pietà, realizzato da Bartolomeo da Ponte Tresa e databile al 1500.

Il suo campanile è databile attorno al 1288 e al suo fianco vi sorgeva la chiesa di San Pietro dedicata in seguito anche a San Paolo, ma chiusa intorno al 1953 per ordine del Genio Civile; fu adibito a deposito di barche, autorimessa e ad altri usi fino al 1960, quando il parroco convocò alcuni studenti della Svizzera tedesca i quali distrussero l'edificio con l'aiuto della dinamite.

All'architetto svizzero Giuseppe Bordonzotti si deve Villa Menotti, con facciate provviste di decorazioni e graffiti realizzati dl pittore Luigi Demarchi ed eretta sopra una linea ferroviaria, e Palazzo Tramezzani con decorazioni di Giuseppe Stoppani e Luigi Pellegrini, eretto nel 1914. Quest'ultimo ha abbellito in finto legno anche villa La Rocchetta, del XIX secolo.

Nota ricorrenza a Lavena Ponte Tresa è la 'Festa Grande' della Madonna della Porta, durante la quale la figura della Madonna, conservata nella Chiesa che porta il suo stesso nome, viene rimossa dalla nicchia sopra l'altare e portata in processione lungo le vie del Paese.

Le origini del seguente culto risalgono verosimilmente alla metà del XVI secolo, periodo in cui la Madonna della Porta riuscì a portare in salvo gli abitanti della cittadina da un'epidemia di peste e da una carestia del 1570.

Proprio per tali ragioni, la statua era ritenuta una sorta di guardiana capace di proteggere il paese dai mali che la opprimevano.

La Chiesa della Madonna della Porta è stata costruita in stile barocco tra il 1550 e il 1570; in essa è collocato un affresco che rappresenta il momento del Battesimo di Gesù Bambino.

Antica cerimonia popolare, non per questo dimenticata, è quella della 'candelora'; il termine deriverebbe secondo alcune fonti dal tardo latino 'candelorum' per 'candelarum' (benedizione delle candele).

Il culto ricorda il rito di purificazione che la Vergine Maria seguì in seguito alla nascita di Gesù Cristo.

E' tra l'altro riportato nel Levitico che ogni madre che avesse partorito un figlio maschio sarebbe stata ritenuta impura per sette giorni e non avrebbe dovuto in alcun modo partecipare a qualsiasi forma di culto.

La festa venne istituita da Papa Gelasio I alla fine del V secolo dopo aver conseguito l'abolizione dei 'Lupercalia', ossia dell'antico rito di purificazione che chiudeva l'anno secondo il calendario allora in vigore.

L'ultimo mese dell'anno era Febbraio e non a caso il sostantivo 'Februarius' derivante da 'februa' significa proprio 'purificazione'. A Lavena Ponte Tresa è usanza benedire delle candele, simbolo di festa duratura e di speranza.

La Chiesa del Crocifisso è un edificio databile intorno agli anni '50; notevoli le opere di arte moderna accolte in questo luogo sacro, quali altorilievi in ceramica di Bianchini e una Sacra Cena di Moscardini.

Lavena Ponte Tresa

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